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IL MONDO, CON ASIAGO NEL CUORE

· 06/08/2026 · 2 min di lettura

ph: Aris Mercury

Leonardo Frigo crea mappamondi e opere d’arte ispirati alla tradizione veneziana, portando nelle sue creazioni un legame profondo con l’Altopiano

Originario di Asiago ma da anni residente a Londra, Leonardo Frigo ha fatto della contaminazione tra arte, musica e cartografia il tratto distintivo della sua ricerca artistica. Le sue opere, dai celebri violini dipinti ai raffinati mappamondi realizzati interamente a mano, raccontano storie, custodiscono memoria e rendono omaggio al patrimonio culturale e storico dei luoghi che rappresentano.

Dietro ogni globo c’è un percorso iniziato molti anni fa. «La realizzazione dei miei mappamondi è il risultato di un cammino artistico», racconta Frigo. Tutto nasce dai primi strumenti ad arco decorati a china, soprattutto violini e violoncelli, ai quali è seguito lo studio dell’incisione e della stampa ad acquaforte su lastra di rame. Con il tempo è maturata l’idea di unire queste passioni – il disegno, l’incisione e la cartografia – in un’unica opera, dando vita a un linguaggio artistico del tutto personale. Il riferimento è la grande tradizione veneziana del Seicento e del Settecento, con un’attenzione particolare ai celebri globi di Vincenzo Coronelli. L’obiettivo, spiega l’artista, non è soltanto richiamarne l’estetica, ma recuperare anche il processo di realizzazione, utilizzando carte fatte a mano, incisioni ad acquaforte, acquerelli preparati artigianalmente e materiali della tradizione. Tra questi trova spazio anche la trementina veneta, una resina del larice proveniente proprio dall’Altopiano di Asiago, un materiale che rappresenta per lui un ponte con le proprie radici e con il territorio in cui è cresciuto.

Ogni mappamondo nasce da una storia diversa. Alcuni prendono forma da una ricerca artistica personale, altri da commissioni che diventano l’occasione per trasformare il desiderio del committente in un racconto visivo. «Il punto di partenza è sempre la storia che il cliente desidera raccontare», spiega Frigo. Da quella prende avvio un lavoro di ricerca che porta alla creazione di un’opera unica e irripetibile.

Tra i progetti più significativi ai quali sta lavorando c’è un grande globo dedicato alla Divina Commedia: una rappresentazione del mondo immaginato da Dante, con tutti i luoghi, i fiumi e i riferimenti geografici descritti nel poema, in un dialogo tra arte, storia e letteratura italiana. La realizzazione di queste opere richiede tempi lunghi e una grande cura artigianale. Per i mappamondi di maggiori dimensioni possono servire anche due anni di lavoro tra ricerca, progettazione ed esecuzione, mentre quelli più piccoli richiedono comunque diversi mesi, perché ogni singola fase continua a essere realizzata completamente a mano.

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